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Lusso come sottrazione

18 lug

Il viaggio attraverso i tessuti nel quale ci ha guidato la curatrice del museo della Fondazione Ratti a Como, non ha rivelato solo una storia nascosta tra la trama e l’ordito ma anche un messaggio ben preciso che declina il lusso in due varianti opposte: esibizione e discrezione.

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L’oro, i colori e i disegni ricamati di questo scampolo raccontano immediatamente la storia di un procedimento complesso nel ricamo, lo scintillio prezioso dei colori e del filo d’oro che si intreccia nel filato. Il lusso qui è ostentato, grida l’importanza di chi indosserà un vestito disegnato appositamente per farsi notare e dichiarare il proprio status.

Ma quando il lusso si maschera da semplicità?

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Questo tessuto di fine Ottocento potrebbe far parte dell’ultima collezione di qualche stilista ispirato dal sapore orientale dei giorni d’oggi, semplice e fresco nel suo essere minimale. La preziosità è sussurrata, nascosta dietro la conoscenza del procedimento.

Il tessuto è frutto di una lavorazione manuale che parte da un chicco di riso annodato all’interno del tessuto tante volte quanti sono i punti bianchi che vediamo. Una volta creati questi nodi, il tessuto è stato intinto nel colore blu e dopo l’asciugatura ha lasciato non solo i pois bianchi ma anche quella tridimensionalità data dal rilievo della parte del tessuto dove era stato annodato il chicco.

Il lavoro certosino non era immaginabile ad un primo sguardo, ma chi ha comprato la giacca dalle maniche ampie fatta con questo tessuto orientale, sicuramente era a conoscenza del procedimento.

In questo caso il lusso è diventato conoscenza discreta.

The rock’n roll show!

13 ott

 

Decisa e sicura, ma mai presuntuosa. Umile e divertita nel raccontare le avventure e gli episodi che hanno costellato la sua carriera, una carriera niente male considerando che parlo del direttore creativo di Gucci, Frida Giannini. Questa è l’impressione che mi ha fatto questa donna che oggi, durante il suo intervento nell’auditorium del Sole24ore, ha impressionato tutti con il suo stile rock’n roll e il suo discorso sull’importanza di lavorare sodo, di lavorare di più, di lavorare meglio.

Non so se l’impressione è stata la stessa anche per gli altri “masterini”, una cosa è certa, almeno la metà delle ragazze presenti in sala è impazzita per le sue scarpe! ovviamente molto molto molto rock!

Elsa Baccile

www.gucci.com;

A lezione con Ferruccio Ferragamo

19 set

Qualche mese fa una mia amica mi disse: “Non voglio che il mio fidanzato mi regali diamanti, io preferisco le scarpe!” Punti di vista! Vero è che noi donne amiamo vestire i nostri piedi, meglio se con tacchi vertiginosi, consce del loro forte potere seduttivo.
Il primo ad avere pensato alle calzature femminili non più come un anonimo accessorio dell’abito ma come un’espressione alta di moda è stato Salvatore Ferragamo, conosciuto anche come il calzolaio delle star, per avere creato scarpe per artisti come Mary Pickford, Rodolfo Valentino, John Barrymore jr, Douglas Fairbanks, Gloria Swanson.

“Ho sempre avuto le idee chiare: nobilitare un mestiere considerato umile e farne una forma di artigianato attraverso la ricerca della perfezione funzionale ed estetica”

Inutile descrivere, quindi, il nostro entusiasmo all’arrivo in aula di Ferruccio Ferragamo! Intervistato dalla dott.ssa Bottelli, Ferragamo ha raccontato non solo la storia di una celebre azienda, ma anche quella di una famiglia che, grazie alla determinazione di sua madre, Wanda Ferragamo Miletti, e alla collaborazione di tutti i sei figli, è riuscita a rendere l’azienda una delle maggiori protagoniste del made in Italy, diversificando nel settore dell’abbigliamento ed accessori e realizzando così il sogno di Salvatore.

Dal 1995 le calzature più celebri delle sue collezioni e indossate da grandi dive come Ava Gardner, Sophia Loren, Anna Magnani, Audrey Hepburn, Marylin Monroe, Madonna, Angiolina Joile sono esposte nel Museo Salvatore Ferragamo a Firenze, città simbolo della sua arte.

La Ferragamo è sintesi di tradizione e modernità, attenta al patrimonio artigianale italiano, fatto delle piccole e medie imprese con cui collabora, ma al tempo stesso protesa al futuro, come ha recentemente dimostrato con l’apertura di nuovi punti vendita in Oriente e con il suo ingresso in piazza Affari a giugno, dove sta registrando ottime performance.

Ferruccio Ferragamo ricorda la passione di suo padre per il proprio mestiere, “Fate quello che desiderate” è il suo consiglio: ne faremo tesoro!

Valentina Licastro

Una cascata di glitter sul Sole

15 set

Una novità  per la Business School de il Sole24Ore, una novità per ventiquattro ragazzi motivati ad entrare nel brillante mondo del lusso e della moda.

Tutti in giacca e cravatta … Tranne noi!

Tutti a pranzo con il Blackberry … Tranne noi!

Tutti inquadrati … Tranne noi!

Una cascata di glitter scende sul palazzo di Renzo Piano quando iniziano, in un rovente giorno di maggio, le lezioni nell’aula più glamour.

Le ore scorrono tra testimonianze, docenze, laboratori e visite. Avete mai sognato di incontrare Ferruccio Ferragamo o Concetta Lanciaux? Scoprire la magia delle mani che intrecciano una Bottega Veneta? Veder sfilare la nuova collezione di Scervino?

Nasce, nella capitale della moda italiana, un nuovo modo per incontrare il mondo del management; per scoprire nuovi orizzonti e aprire le porte dell’universo azienda.

Einstein amava i numeri tanto quanto pensare fuori dagli schemi: se cercate una perfetta sintesi tra concretezza e creatività, il master giusto eccolo qua!

Per raccontarvi le nostre emozioni, esperienze e scoperte, quale modo migliore di un blog?  Seguiteci!

Make or Buy alias…la Produzione

8 ago

Ed infine…arriviamo noi! La produzione!!!

Come potete vedere dai video e dalle immagini, 4 giovani impegnati nella “certosina” realizzazione di un pannello! (4 meno uno che non si vede a causa della realizzazione del video…ossia il sottoscritto). Tra fogli di compensato, catene di metallo, colla a caldo, corda varia, pastelli, etc…i nostri eroi sono riusciti nell’impresa!

Un abbraccio a tutti e buon mare!

Dany

Buying di ferro

29 lug

E’ certamente nato un amore durante la creazione del cartellone dedicato al buying: quello tra l’ Ing. Narduzzi e il fil di ferro.

Con una cura e una dedizione degna del miglior fabbro della mitologia nordica e sfidando il tetano, l’Ing. aiutata dalle sue assistenti Chiara e Silvia ha prodotto parole di metallo, tutto sotto lo sguardo sbigottito del Santrolli, noto anche come il selvaggio di Vigevano.

Speriamo che questa passione prosegua e che ci dia grosse soddisfazioni, grosse come quelle che il Presidente Clinton provava nello studio ovale.

Giulio

SELLING!!!!!!!!!

29 lug

Siamo sul pezzoooooo!!!

Eccoci con l’ultimo anello della value chain!

Stavolta il Brasile non ha avuto la meglio!

By le Sellers.

Tutta questione di stile…

29 lug

“6” è il concept che abbiamo deciso di seguire per l’ideazione e la progettazione della nuova moto firmata Maserati (CM 600). Dopo 60 anni dall’ultima produzione di moto abbiamo creato un modello esclusivo che trasmetta lo stile Maserati:  lusso, stile e sportività questa volta su due ruote.  600 pezzi, rigorosamente numerati, con design Pininfarina e materiali esclusivamente Made in Italy.

Un modello dove tradizione motociclistica e moderna tecnologia si mescolano dando vita ad esemplari unici nel loro genere. Tutto questo grazie all’estro creativo del gruppo stile!

Costruita l’idea, non ci resta che passare il testimone ai nostri vicini dello “show “ e al “buying” per la realizzazione del progetto.

Alessandra, Elena, Federica, Maura.



LOGISTICS…..NOOOOOOOO!!!!

28 lug

 

La prima domanda che abbiamo fatto a noi stesse è stata: ma perchè proprio a noi la logistica?? siamo così antipatiche e cattive da meritare una punizione simile??…e invece: abbiamo scoperto che potevamo influenzare la politica e i tempi della comunicazione e della distribuzione, che trovare soluzioni sensate ai problemi di trasporto e stoccaggio dà grandi soddisfazioni, che le nostre scelte impattavano in modo determinante sul prezzo finale del prodotto, ma che, nonostante tutto, quando abbiamo scartato ingegneria dalle facoltà da prendere in considerazione, abbiamo fatto davvero una scelta tremendamente intelligente!

Elsa Baccile,

con la gentile collaborazione di Gaia, Ileana, Federica S.!!!!!!Grazie!!

Kartell: design italiano da oltre 60 anni

25 giu

Con l’entusiasmo tipico di una classe pronta a partire per una gita scolastica, martedì 21 giugno gli studenti più fashion della Business School de Il Sole 24 ORE siamo saliti su un  pullman con destinazione Noviglio, dove ha sede il Museo Kartell.  Ad attenderci un percorso lungo i 62 anni della maggiore azienda di design italiana, illustratoci dalla dott. Elisa Storace,curatrice del Museo, aperto nel 1999. Fondatore dell’azienda un ingegnere chimico, Guido Castelli che intendeva “produrre oggetti che avessero caratteristiche innovative, intese come applicazione di nuove tecnologie produttive, rivolte all’economia del materiale e all’efficienza del processo”. L’idea era quella di ridisegnare oggetti di uso quotidiano realizzandoli in materiali plastici.  La visita inizia dal portascii in nastrocord, per proseguire con i primi articoli della divisione Casalinghi, le lampade, i componibili, i tavoli, le sedie, fino ai prodotti più recenti e famosi, come la libreria “Bookworm”, le sedie “La Marie”,” Louis Ghost” e” Mr. Impossibile”, il divano “Bubble Club”. Ad accomunare le creazioni Kartell sono le caratteristiche di originalità, qualità, continua ricerca di nuovi materiali e tecnologie, ma anche le collaborazioni con designer di fama internazionale quali Starck, Bellini, Castelli Ferrieri , Citterio, Magistretti, Laviani, Lissoni. Dal 1988 l’azienda è di proprietà di Claudio Luti, con lui Kartell si arricchisce di quelle nuove idee e intuizioni che hanno contribuito a renderla una vera e propria “griffe del design”. Oggi Kartell è presente in tutto il mondo con negozi monobrand, corner e shop in shop;  nel corso dei  suoi 60 anni di attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui ben 9 Compassi d’Oro e  il premio al Museo Kartell come “miglior museo d’impresa”, insignito dal Guggenheim Museum nel 2000. Kartell è sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni  così  nel 2009 entra nel mondo della moda con le ballerine “Glue Cinderella” e le successive “Bow-Wow” in collaborazione con Moschino, inutile dirlo alcune di noi non hanno potuto fare a meno di acquistarle quel giorno stesso! La visita si è conclusa con il saluto da parte dell’Amministratore Delegato, dott Demetrio Apolloni, e del Responsabile Marketing e Retail, dott.ssa Lorenza Luti, che, tra non molto, ci ha promesso ricambierà la visita… noi l’aspettiamo, anzi iniziamo da ora flaggare i giorni sul calendario, quello che ci è stato regalato da Kartell ovviamente!

Valentina Licastro

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