Archivio | giugno, 2012
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Dress up for the game

30 giu

The All England Lawn Tennis Club. Forse più conosciuto come Wimbledon.

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(fonte: google immagini)

Tempio del tennis ed evento mediatico, senza pubblicità però. Il bianco è il colore, l’eleganza è il diktat. Da oltre un secolo i giocatori sono tenuti a rispettare il colore e la semplicità, e i campi sono immacolati dagli sponsor (solo Rolex fa una piccola comparsa sul tabellone del punteggio…). L’esclusività è la parola chiave. Partendo dai biglietti, quasi impossibili da trovare per gli spettatori, passando per gli spogliatoi, di cui uno è riservato ai primi 10 giocatori del mondo e un altro è per i restanti, arrivando alla “Royal box”, la tribuna del centre court dedicata un tempo ai Reali d’Inghilterra, oggi “concessa” anche alle celebrities.

In questi giorni, gli spazi mediatici dedicati al tennis parlano dell’incredibile sconfitta di Nadal o dell’impresa al quinto set di “Re Federer”. Ma non ci dimentichiamo che questi sono stati anche i campi di una rivoluzione. E si parla di moda. E di icone.

Quale sarà il completino della Sharapova? Come sarà “accessoriata” questa volta Serena Williams? No, torniamo più indietro.  Sono gli anni ’20 del ’900 e, a Wimbledon, arriva Suzanne Lenglen. Per la prima volta nella storia, una tennista appare con un vestito che rivela gli avambracci nudi e con la gonna tagliata appena sopra il polpaccio, mentre tutte le altre giocatrici giocavano con degli abiti che coprono quasi tutto il corpo.

(fonte: google immagini)

Soprannominata dai media “La Divine”, la Lenglen lancia anche la moda della “bandeau”, una larga fascia che avvolgeva il capo e che amava abbinare al completino.

Vietato però dimenticarsi del “made in Italy”, quindi oggi facciamo il tifo per le nostre  Francesca Schiavone, Sara Errani,  Alberta Vinci e per la piccola Camila Giorgi, rivelazione di tennis e bellezza.

(fonte: google immagini)

FFF or Fendi Fast Forward

29 giu

Lunedì sera, non stanchi di tutti gli eventi della fw, ci rechiamo al Pirellone per partecipare all’evento Fendi.

Questo evento è in realtà un mix tra sfilata e presentazione.

All’ultimo piano del Pirellone, che gode di una vista straordinaria su tutta Milano, in particolare al tramonto, ci sono due passerelle sinuose su cui “sfilano” manichini Fendi.

Il contesto è futuristico e per certi versi straniante: allestimenti bianchi, musica elettronica e maxi schermi che proiettano ossessivamente accessori ed indumenti  autonomi od indossati (http://www.youtube.com/watch?v=ozhG8BS7oaY&feature=player_embedded#!). Si può anche provare il nuovo profumo Fan di Fendi.

Semplicità, linearità e motivi grafici uniti a materiali di più alto pregio sono quello che caratterizza quest’ultima collezione di Silvia Venturini Fendi. Per la storica maison, gli elementi principali riguardano ovviamente la pelletteria ed i capi in pelle, infatti protagonisti sono: il pitone, l’anguilla, il coccodrillo ed il camoscio accostati con motivi semplici ma molto visuali. Le calzature sono un dettaglio lezioso con il pitone colorato su suole trasparenti in contrasto con le tonalità piatte dei capi. Zaini, borse e borselli con cartelle squadrate e di varie dimensioni risultano irresistibili e sono pensati per contenere i dispositivi di un uomo tecnologico.

Tra una degustazione ed un’altra riusciamo a notare Joe Squillo, che però ci scappa prima di riuscirle a chiedere un parere sulla collezione. Sono Inoltre presenti una buona dose di personalità molto importanti del settore, ed una grandissima fetta di trend setter e grandi personalità asiatiche.

Anche questa esperienza è stata totalmente diversa dalle altre, ed è quindi meraviglioso vedere sul campo come l’identità di brand si concretizzi sul campo in modi diversi.

Quello che resta molto forte di questa esperienza è il concetto del brand Fendi inteso come un lifestyle che coinvolge appieno tutti quanti i sensi, con un indirizzo sul futuro.

Roberto & Natalia

http://www.marieclaire.it/Moda/Video-Fendi-Uomo-primavera-estate-2013

  

          

      

    

From East to West

28 giu

Sabato 23 giugno, ore 20.30. Museo della Permanente. Ci rechiamo alla sfilata Uomo Primavera/Estate 2013 di Carlo Pignatelli. Ovviamente non abbiamo un posto a sedere, quindi cerchiamo un punto di vista ottimale, e lo troviamo nella zona fotografi.

Nell’aria si respira  un mood esotico anche grazie agli allestimenti in tessuto della sala. Si spengono le luci, parte la musica e le nostre previsioni sono confermate.

Scopriamo infatti che si celebra l’anniversario della morte di Charles Dickens, quindi la collezione presenta tagli di inizio ottocento, ma con influssi coloniali. Si va dunque dal redingote al tight, ma tutto è arricchito da dettagli molto sfarzosi. La sfilata oscilla tra oriente ed occidente. Sono presenti colori scuri e freddi e colori caldi e cipriati, abiti classici ed abiti ispirati al sari, accessori gioiello e poi tuniche, foulard , di diretta ispirazione indiana. Un mood capace di racchiudere la bellezza british ma con forti influenze esotiche nelle forme e nei colori.

E’ una sfilata con più uscite del solito, forse proprio perchè frutto di due anime, risolto in modo molto sartoriale, elegante ed affascinante.

Dopo lo show, l’accesso al backstage è d’obbligo, possiamo così subito entrare in contatto con la realtà vera di una sfilata: osservare da vicino gli abiti, vedere le foto di tutte le uscite, e perché no, conoscere Enrico Brignano.

Roberto & Natalia

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Sp_YlaZRo78#!

   

      

    

“Davanti alla crisi l’italiano si fa bello”

27 giu

In tempi di crisi, con annessa rivoluzione dei consumi e dei costumi, gli indicatori economici classici e i macro dati non bastano mai; allora…allora salta su il rossetto! Se vi dicessi Leading lipstick indicator, cosa vi viene in mente? Perché dovrebbe essere meno attendibile degli indicatori riconosciuti? Attendibile o no i fatti parlano chiaro, ma andiamo con ordine.

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Nel 2000, durante il periodo di recessione economica, il fondatore del celebre marchio cosmetico Estéé Lauder, Leonard Lauder, parla per la prima volta di indice del rossetto per spiegare una correlazione alquanto particolare: in tempi di crisi, le donne acquistano una percentuale maggiore di cosmetici ed in particolare di rossetto, un piccolo bene di lusso come indicatore economico anche se, riportando il discorso ad oggi, sarebbe più idoneo parlare di nail polish index vista la passione sfrenata per lo smalto di questa stagione che è ritornato alla ribalta con una moltitudine di colori.

Non fa stupire allora l’andamento record dell’industria cosmetica nel nostro paese, un industria che risulta essere oggi in “controtendenza” se pensiamo all’attuale situazione economica italiana e mondiale. La fotografia dell’industria cosmetica ci mostra un paese dai forti e sicuri margini di crescita; il fatturato generato dai consumi di cosmetici in Italia ha raggiunto quasi 10 milioni di euro nel 2011 con un incremento rispetto all’anno precedente di circa il 2%. La spesa per i prodotti cosmetici si colloca al terzo posto, immediatamente dopo le spese per l’alimentazione e per la salute.

Ma come spiegare la capacità di tenuta di questo comparto? Un antidoto contro i tempi duri, una gratificazione colorata e accessibile a tutti, un piccolo premio che ci rende felici. Vi è anche un aspetto più intimo e profondo che è proprio del prodotto cosmetico: quello di riuscire a creare un legame con l’utente finale, con l’identità delle persone e con la loro capacità di stabilire relazioni soddisfacenti con se stessi e con gli altri. Inutile negarlo, la sicurezza in noi stesse non esula completamente da come, quel giorno, ci percepiamo.

Gli uomini: veri e propri narcisi! Donne e uomini a braccetto; se fino a qualche anno fa gli uomini si lamentavano del denaro speso dal gentil sesso in prodotti di bellezza…be’ oggi si compra insieme! Chi spende di più? Risposta per nulla scontata; una bella lotta che pare, spesso, essere vinta dagli uomini.
Insomma di fronte al bisogno di farsi belli non vi e’ risparmio che tenga ed e’ proprio quando le certezze diminuiscono che le persone sono indotte a cercare gratificazioni nello sfavillante mondo cosmetico.

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Creatività dal pollice verde… Jeckerson e la filosofia green.

27 giu

Come si può intuire dalla locandina dell’evento, l’atmosfera alla presentazione della collezione Jeckerson, per la prossima primavera-estate, era profondamente green.

 

Si trattava di un party-istallazione organizzato in collaborazione con radio Deejay e il tema era “denim therapy” (in quanto le fibre degli indumenti sono mescolate ad aloe ed estratti di bambù, per rilasciare effetti benefici su chi li indossa) che ben si accordava con l’ecologico allestimento dello store Milanese di Corso Matteotti 1.

Il dj infatti sembra aver tirato fuori gli attrezzi da giardino dalla piccola casupola per collocarci dentro la sua postazione-console…

…mentre ai giocosi giardinieri in salopette, tra rastrelli e carriole, spettava il compito di fare gli onori di casa, accoglievano infatti gli ospiti, immortalandoli in buffe pose e dando loro, in ricordo dell’evento, delle T-shirt in jersey bianco.

anche a noi è stato riservato lo stesso tipo di trattamento, e non ci è rimasto che accessoriarci da buoni “James Bond eco” e farci immortalare.

Devo dire, ho apprezzato molto la collezione, colori trattati come fossero stati consumati dal caldo sole d’agosto o altri accesissimi ricordavano i campi di papaveri ripresi dal video-promotion realizzato per l’occasione. (lo trovate a fine post).

         

Tessuti prevalentemente in cotone, molti bermuda proposti sia per lui che per lei e stampe per prendersi poco sul serio, come ananas o quadretti che ricordavano i tovagliati da pic-nic.

Il tutto, appeso a delle siepi ricreate in loco, probabilmente perché un marchio come Jeckerson, vuole comunicare assoluta accessibilità a tutti.

Vi lascio dunque alla visione del video e non ci resta che attendere che la collezione sia acquistabile.

Palazzo Isimbardi; splendida cornice per i new fashion talents.

27 giu

L’iniziativa BEE MAN ISSUE new fashion talents , inaugurata lo scorso 22 Giugno a Milano è stato un evento dedicato ai giovani stilisti emergenti.

ImageL’evento ha dato infatti spazio alle piccole aziende distribuite sul territorio italiano, che contribuiscono a portare avanti l’artigianalità e di conseguenza il nostro “prezioso” made in Italy.

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 Il tutto allestito nel “magico” scenario di Palazzo Isimbardi, come definito dal padrino d’eccezione dell’evento, Elio Fiorucci, al quale siamo riusciti a rubare un parere sulla mostra. (alla fine del post troverete l’intervista).

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I prodotti esposti sono molteplici, si passa dai tessuti utilizzati da Vitussi, tipici dell’arredamento d’interni, con cappotti e borse che sembrano provenire direttamente dai salotti siciliani dell’ 800.

Per poi arrivare alla collezione molto più spiritosa di Nati con la camicia, il cui prodotto rappresentativo è il portafoglio a forma di polsino…

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…che richiama i due punti cardine dell’azienda: la camicia e il bi-tessuto.

Altro brand è Alyki, produttore di capi in cashmere ispirati alla semplicità e allo stile contemporaneo,

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…mentre [S A M E] è sponsorizzata dalla dj che indossa un loro collier, realizzato in materiale riciclato.

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Dopo aver visionato l’intera esposizione e aver fatto il nostro “dovere” da reporter improvvisati, ci siamo goduti l’open bar allestito per l’occasione…

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…vi lasciamo alla nostra intervista ad Elio Fiorucci.

Volevamo sapere qual è la sua opinione su questo evento e quali sono le prospettive…

“io trovo che le prospettive siano buone, perché questi palazzi, questi luoghi magici…con una storia incredibile, sono messi a disposizione della creatività dei giovani che alla fine sta dando lustro all’Italia in questo momento; perchè se la Francia, mette a disposizione i suoi grandi palazzi, l’Italia non può restare così a guardare.

Oggi la creatività è un risarcimento di ricchezza per ogni paese, l’Italia sta guadagnando terreno anche nei confronti della Francia, nel senso che, mentre prima il lusso era francese, adesso sta diventando italiano, il buon gusto sta diventando italiano.

Dagli anni ’70 si è spostato come modello culturale mondiale dalla Francia all’Italia, allora il cibo italiano è buono, l’arte italiana è buona, la vacanza fatta in Italia è buona e così via dicendo, è una cosa positiva,bisogna che questi grandi palazzi si aprano e che questi grandi palazzi siano messi a disposizione, appunto, della creatività che li può solo abbellire ed aprire alla conoscenza. Per cui per me è il massimo.

Exclusive Campioni Dolce & Gabbana Party June 2012

26 giu

La sera del 24 Giugno, abbiamo avuto l’onore di presenziare all’esclusivo evento organizzato dai due Guru della Sicily rivisitata, ovvero Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Siamo stati loro ospiti nell’imponente teatro Metropol per celebrare, sia la sfilata uomo spring/summer 2013, andata in scena il giorno precedente, ma sopratutto la mostra dal titolo “Campioni”.

Di cui abbiamo scattato qualche foto…

…considerando il titolo della mostra, non potevano mancare i max schermi distribuiti per la sala, per assistere alla partita degli azzurri contro gli inglesi…

..i camerieri/modelli, rigorosamente in divisa, alcuni col nostro amato tricolore stampato sulla maglia, altri con la bandiera uk, distribuivano Moet Chandon e specialità siciliane in un clima sportivo e internazionale.

Naturalmente molte personalità importanti si sono contese gli scatti dei paparazzi appostatisi fuori e dentro il locale, e  noi non ci siamo lasciati scappare l’opportunità di fare un’intervista (che vi proponiamo a fine post) proprio  al “proprietario di casa”, Stefano Gabbana.

Dopo il “duro lavoro” ci siamo spostati nell’area party per gustarci la vittoria dell’Italia…

e patriotticamente, prima di scatenarci sulle note del Mambo Italiano, abbiamo intonato l’inno di Mameli.

Una volta alzatosi il sipario, sono apparsi tre cantanti in smoking, e tre ladies un po pin-up in tubini neri di paillette, improvvisamente siamo stati catapultati in una atmosfera swing anni 50.

L’illuminazione che si rifletteva nella scenografia argento retrostante ha contribuito a rendere tutto più sfavillante e suggestivo…

…e ad un certo punto del party anche Gabbana si è improvvisato Dj setter.

Godetevi l’intervista…

Signor Stefano ci parli dell’evento, com’è nata l’idea di organizzare questa mostra?

…su questo progetto ci sono stato molto poco, ha fatto quasi tutto Domenico, ha fotografato, si è occupato dello styling, io l’ho solo supportato e gli ho dato coraggio, però per quanto riguarda l’organizzazione ha fatto tutto lui.”

Da dove è partita l’idea di far sfilare modelli non professionisti a quest’ultima sfilata?

“…il concetto più o meno è sempre lo stesso, partiamo dalla Sicilia che è il nostro amore. 

Mentre stavamo facendo la campagna pubblicitaria a Taormina, ad Aprile, con Bianca Balti, Bianca Brandolini, Monica Bellucci, c’erano anche delle comparse del posto che indossavano e interpretavano il nostro messaggio quasi meglio di loro. Da li è nata l’idea di lavorare con persone vere.”

Vi definireste classici o innovativi?

“…io mi vedo classico (dal punto di vista del pensiero specificherà dopo, non nello stile) …non mi vedo così innovativo…”

In merito al Made in italy cosa ci dice?

“…è  l’unico punto di forza che abbiamo nei confronti del low cost e del made out, la qualità…”

Invece per quanto riguarda il nemico francese?

“..non c’è.” afferma sicuro Stefano. E a quel punto ce la ridiamo compiaciuti…

 Previsioni per il futuro sulla Moda Uomo?

“… e bho?…che ne so? (ci dice sorridendo) ma comunque se tu pensi solamente a 20 anni fa, la moda per l’uomo non era assolutamente così, nel senso che la vera rivoluzione nell’abbigliamento negli ultimi 20 anni è stata fatta  nell’uomo…”l’uomo”ha accettato la moda verso la fine del 1998-99… e grazie agli sportivi.

Infatti prima la moda significava diversità o omosessualità. Quando ho cominciato a lavorare con David Beckham…c è stato quest’interesse improvviso e lo sport ha sdoganato tutto, coinvolgendo anche l’universo eterosessuale. (Ecco perché noi siamo molto vicini al mondo del calcio)”.

A quel punto ci siamo salutati ringraziandolo per averci concesso del tempo, e ci siamo spostati nell’area party.

Concludiamo con una nostra foto e giuriamo di non aver fatto abuso del bancone sponsorizzato Belvedere. (come testimoniano i nostri bicchieri).

Roberto Angelici, Alessio Pedalà, Natalia Sarzi Amadè.

LA DONNA HA VOLUTO IL POTERE E ORA L’UOMO VUOLE LA BELLEZZA

26 giu

…O meglio la cura di sé.

Milano moda uomo giunge oggi al termine ma la bellezza maschile ha solo iniziato la sua scalata. I visi puliti e i corpi perfetti sono “roba da passerella”, l’uomo vero invece, si diceva, “addà puzzà”. Non più., affatto.

Parliamo di cosmesi: un tempo un mondo dedicato alle donne, quello da condividere con le amiche, oggi invece anche l’uomo è entrato a farne parte, e da protagonista. Non si vergogna più ad andare dall’estetista e non litiga più con la propria compagna per andare in una spa.

Ma c’è un dato che sicuramente fa più effetto: la cosmesi maschile vale 2,7 miliardi di euro nel 2011, pari al 28% delle vendite totali realizzate in Italia (fonte: Moda 24, 15 giugno 2012, Beauty Benessere). Se in uno scenario sociale che tanti definiscono di crisi, o quantomeno controverso, le donne trovano gratificazione nella cura di sé, della pelle e del corpo, perché non possono farlo anche gli uomini?!

La Maison Chanel, icona di eleganza e di provocazione, ha recentemente lanciato Brad Pitt come testimonial di Chanel N.5: il primo uomo nella storia della fragranza femminile per eccellenza. Chissà se sia solo una provocazione o se invece vogliano cavalcare questo trend emergente… anzi, già emerso.

Non so voi, ma io non vedo l’ora di scoprirlo.

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(fonte: models.com)

Gucci: Sparkling 70′s Playboy!

26 giu

Lunedi 25 giugno. Ore 12:30. 29°C ma almeno 35 quelli percepiti. Il caldo è irrilevante quando ad allietare piacevolmente la giornata è la sfilata di Gucci. Dopo aver ispezionato il territorio e assaporato il drink di benvenuto, nella folla identifichiamo subito la nostra “madrina di lusso”, Paola Bottelli. Insieme a lei abbiamo modo di riconoscere lo stile Gucci nei minimi dettagli della splendida location di Piazza Oberdan che ci accoglie: moquette bianca, pareti nere, dettagli oro.

“L’uomo Gucci riscopre una dimensione Mediterranenan chic”. Con questa frase Frida Giannini riassume l’essenza della collezione che mostra in passerella un look fresco e colorful. La sfilata è un’esplosione di tonalità vivaci ed energiche alternate a fantasie floreali e trame a pois.

Completi doppiopetto sciancrati, giacche in jeresey e cotone; pantaloni pijiama, blazer oversize e camicie sofisticate e pull morbidi sono gli elementi ricorrenti che compongono la collezione fino a chiudere con il total black look disegnato sul corpo.

Protagonisti assoluti dello show i mocassini messi in risalto dal pantalone stretto e risvoltato e la Baiadera striped bag anni ’60.

Il tutto è contornato dal mood rock sulle note dei Led Zeppelin, che eccita la platea, e rappresenta la perfetta colonna sonora per questi completi dalla silhouette netta ed ineccepibile.

Alla fine della sfilata ci spostiamo nel backstage incontrando Frida Giannini in persona e complimentandoci con lei per la strepitosa collezione.. Lei ci concede molto elegantemente una foto insieme e ci ringrazia per i nostri complimenti. Una vera icona.

Riusciamo anche a incrociare Anna Dello Russo che ci conferma quanto le fosse piaciuto lo show, accordandoci molto gentilmente un po’ del suo tempo.

Infine arriva il momento anche per la foto con Luca Argentero.

…Mancava solo Anna Wintour!

Che giornata!

Roberto & Natalia

http://club.elle.it/elle_it/gucci-1009/video/gucci-9846.html

                            

   

La mia Fashion Week

26 giu

Anche se purtroppo ho perso tutte le mie foto insieme con l’iPhone,  i ricordi dureranno molto a lungo.

Tutto è cominciato dall’ assoluta voglia di esserci (come mi ha detto la mia conterranea Anna dello Russo: “Se una cosa la vuoi veramente, la otterrai.”) e si è concretizzato in grande impegno per partecipare a quattro fondamentali eventi che cercherò di comunicarvi insieme a Natalia. Mia splendida compagna in questa avventura.

Roberto A.

http://www.annadellorusso.com/

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