Archivio | novembre, 2011

Il profumo: semplice accessorio o rivelatore di personalità?

16 nov

Quello dei profumi con quello della cosmesi è il settore più chiacchierato dagli addetti ai lavori del settore del lusso. Perché?  La risposta, più che la domanda questa volta sorge spontanea: questo business vende grandi quantità di prodotti
standardizzati a basso costo e quindi presenta delle somiglianze con il mercato dei beni di rapido consumo. Nonostante ciò si discosta da questi: il profumo si acquista in maniera veloce e stando poco attenti al prezzo, è tra i pochi
prodotti di lusso che si possa acquistare a meno di 100 euro, ma è l’unico che parli realmente di noi. Esso procura un personale sogno di lusso a un prezzo ragionevole. È il valore intrinseco che possiede che fa innalzare il profumo
fino all’olimpo dei prodotti di lusso. Non un accessorio ma un rivelatore di personalità. Il profumo, infatti, è un modo per farsi notare in una situazione, per affermare il sé, per imporsi. Andiamo oltre il semplice atto di profumarsi,
esso nasconde due desideri opposti: esaltare qualità che si hanno e acquisire quelle che non si hanno. Le donne sensuali usano il profumo con parsimonia, perché sanno che questo usato in eccesso respinge chi ci è accanto. Chi usa il profumo
in eccesso al contrario, lo fa perché è insicuro di sé e del proprio corpo. Chi invece cambia spesso profumo non ha ancora deciso chi vuol essere! Per gli indecisi i migliori nasi italiani: Laura Tonatto e Lorenzo Villoresi, per creare un profumo che parli di noi ma che soprattutto sarà solo e soltanto nostro!

E voi come scegliete il vostro profumo?

Alessandra D.

“BACK FOR THE FUTURE”

13 nov

Well, fashionistas know really well what Limited edition product means, but here folks, let me say that Nike made a few step forward into the future!

1500 unique Nike Mag “Back to the future” style, an ebay bid opened for 10 days, The Michael J. Fox Foundation: Not only They created a unique pair of sneakers but decided to maximize the Nike lovers’ addiction for social causes. I know it might appear as a simple Cause Related Marketing initiative but lets be honest: a Business is a Profit organization! “Doing something is better than doing nothing”, isn’t it like that? Don’t You agree?

Looking forward eagerly for more rather futuristic answears to rather present issues…

Yours, Alessandro Gambera

“Il tuo oggetto è la tua moneta”

13 nov

Barattomania: sembra questa la nuova tendenza che sta prendendo piede nel mondo virtuale e non solo. Sono molte infatti le community che permettono lo scambio  di oggetti con altri di pari valore senza transazione di denaro. Come avviene il tutto? In maniera molto semplice: basta inserire l’oggetto che non si usa più nella pagina degli annunci gratuiti del sito ed il gioco è fatto. Si può barattare veramente di tutto: da oggetti materiali come telefoni, vestiti, pezzi di arredamento, computer, ai servizi come lezioni private, lavori manuali e consulenze.

La modalità “do ut des” è diffusa anche nel settore del turismo.

Interessante è l’iniziativa chiamata “settimana del baratto” che si terrà dal 14 al 20 novembre 2011. I bed and breakfast associati al portale www.bed-and-breakfast.it baratteranno il soggiorno in cambio di beni privati e servizi da parte dei clienti. Le occasioni di scambio sono tante, il cliente cosi con un minimo sforzo, che consiste nel mettere a disposizione la propria esperienza o le proprie abilità per risolvere problemi o bisogni del bed and breakfast, potrà essere ospitato gratuitamente.

Iniziativa intelligente soprattutto in questo periodo di crisi economica diffusa che ha portato molte persone a ridurre sensibilmente le spese dedicate ai viaggi e a rinunciare così ai propri sogni.

E nel mondo del lusso?La barattomania sta contaminando anche questo settore. Sono in aumento i negozi, detti anche swap shops, che propongono scambi di abiti e oggetti di marca usati purché siano originali, alla moda e in ottimo stato. I beni di lusso da barattare vengono esaminati con cura dal personale e suddivisi in categorie a seconda del pregio; i clienti baratteranno i lori capi con altri dello stesso valore. Di solito viene richiesta dal negozio una minima quota al cliente destinata a coprire i costi di servizio della tintoria, della sterilizzazione e promozione del prodotto.

Un modo intelligente per liberare gli armadi da montagne di vestiti e accessori che non si utlizzano più. Ma non solo. Il baratto rispecchia valori più profondi: opponendosi alla moda dell’usa e getta  promuove il ritorno a stili di consumo più critici basati sul risparmio e il riuso sostenibile dei beni.

http://www.settimanadelbaratto.it/

http://www.luxuryswapping.it/ita/index.php

Federica Sicari

Corro subito a comprarlo!

9 nov

E’ quello che ho pensato quando ho letto dell’ uscita del libro che celebra i 20 anni di carriera di Christian Louboutin. Si, chiariamolo, la LoubouAddicted non è una malattia..forse.
A quale donna non ha fatto battere il cuore, almeno una volta nella vita, la famigerata suola rossa?!
Ma poi, sul sito della Rizzoli, ho letto questo:

C’è davvero bisogno di commentare? Posso solo dire che forse è il caso che lo chieda a mia madre come regalo di Natale..
Francesca Savio

Verona: “Luxury & Yachts”

8 nov

Dal 24 al 27 novembre 2011 Verona ospiterà la ”Luxury & Yachts“.

Riduttivo definirla una fiera del lusso, dal momento che si tratta del maggiore salone europeo dell’eccellenza, con trentamila metri quadrati di spazi espositivi, prestigiosi brand a livello internazionale e 220 espositori provenienti da 15 nazioni. L’evento esplorerà le nuove proposte dei top brand dell’arredamento, dell’ alta moda, della nautica, delle automobili, della gioielleria, mettendo a fuoco le più significative declinazioni del lusso contemporaneo.  I visitatori potranno scoprire “The new vision of luxury” attraverso quattro percorsi di stile:

Classico – raffinato, artigianale, elitario, elegante, distinto,rassicurante, durevole

Innovativo –  tecnologico, di design, creativo, ricercato, giovanile, trend setter

Fastoso –   aristocratico, nobile, emulativo, romantico, onirico, inaccessibile

Flamboyant –  ostentativo, malizioso, fiabesco, irriverente, eccessivo, esibizionista

Non manca praticamente nulla, ma se ciò non dovesse bastare perché l’idea è quella di vivere la “Luxury and Yachts”  a 360 gradi, numerose sono le iniziative del Fuorisalone: il calendario prevede eventi esclusivi in ambienti raffinati dove, ancora una volta, le creazioni degli espositori saranno protagoniste.

A noi del master non resta che organizzare l’outdoor!

Valentina

Quando la sneaker diventa scarpa di lusso!!!

7 nov

Chi ha detto che un paio di semplici sneaker non possano essere preziose e rare???

…il signor Kennedy ha creato il giusto connubio tra lusso e comodità, realizzando una scarpa con lacci d’oro.

120 ore di lavoro per realizzare questi lacci originati dall’intreccio di diversi fili d’oro, dando vita così all’accessorio più chic e costoso del mondo, ovviamente in edizione limitata. Infatti, ne sono stati realizzati solamente 10 esemplari.

Chi dovesse essere interessato ad impreziosire le proprie sneaker con questi lacci d’oro 24 carati dovrà mettere in conto una spesa di circa 19 mila dollari, che grazie all’oro darà quel tocco di luce ed illuminerà  anche la scarpa più semplice.

Per gli amanti dell’argento … tranquilli, non rimarrete a mani vuote!!! Il signor Kennedy ha creato anche la versione silver, in puro argento con un costo di circa tremila dollari.

Elena Fornara

Loulou

7 nov

Un momento per omaggiare Loulou de la Falaise, icona di stile e musa ispiratrice -anche se lei stessa non apprezzava questo termine- di Yves Saint Laurent, scomparsa lo scorso 5 novembre a 63 anni.


“La verità è che Yves ha trovato attraenti la mia fantasia e il mio look pieno di ornamenti e sopra le righe. Betty Catroux ha ispirato tutti i suoi look più mascolini, io sono sempre stata l’influenza zingara”

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“Se lui {ndr Yves Saint Laurent} si comportava da nevrotico io dicevo: ‘non essere sciocco’. Pensavo ‘nessuno indosserá i tuoi vestiti se tu non ti diverti a farli’.

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“Non penso alla mia etá: mi limito a indossare capi che mi stanno bene in quel momento”
Quel che è certo è che il suo stile rimarrà eterno, senza tempo.
Francesca Savio

Lussi d’infanzia

6 nov

Qualche giorno fa navigavo su internet quando distrattamente mi sono imbattuta nella Wendy House, il nuovo giocattolino per i super viziatissimi bambini inglesi. Si sa, una casetta sull’albero o in giardino è sempre stato il sogno di ogni bambino e, diciamocelo pure, affascina anche gli adulti-probabilmente perchè li riporta indietro a ricordi lontani..un po l’effetto della madeleine di Proust, per intenderci. Così ecco gli acquirenti di queste villette da gioco con ingresso, cucina, camera da letto e -udite udite- garage..si sa che al giorno d’oggi un bimbo non può farne a meno! Il tutto su due piani, ça va sans dire, personalizzabile dai marmocchi e per un prezzo base di 55mila sterline. Attesa di tre settimane, per creare un po di suspence intorno al sogno, e.. voila!


Ora, io ho avuto un’infanzia particolarmente felice pur non essendo figlia di chissà quale multimilionario, e me ne posso vantare: la casetta in giardino l’ho avuta! Ed è stato in assoluto il ‘gioco’ più bello posseduto da me e le mie sorelle, anche e soprattutto perchè è stata costruita dai miei nonni. Interamente di legno dal pavimento al tetto, dipinta impeccabilmente in tinte bianche e testa di moro, con tanto di finestre dotate di balconcino per gerani, persiane, zanzariere e tendine. Ah, mio nonno, decisamente un gran falegname! E i lettini a castello per le bambole erano dotate di lenzuola,cuscini e piumone-e potrei continuare all’ infinito ma non è questo il punto- tutto cucito e ricamato dalla nonna .. L’unica cosa non creata da loro era la cucina, perchè nouvelle cuisine imperat. Quella non era una casetta, non era un gioco, era l’espressione dell’amore, della familia, dell’ infanzia come dovrebbe essere vissuta. Penso spesso che quando avrò i miei pargoli vorrei regalargli quel mio piccolo angolo di paradiso. Mi rendo conto di essere stata parecchio fortunata e non voglio entrare in merito a se sia giusto o sbagliato comprare la Wendy House se ne si ha la possibilità..certo è che per quanto possa essere un regalo fatto col cuore non potrà mai sostituire l’esperienza di chi ha avuto un lusso come il mio. Lì dentro potevo dire di sentirmi a Casa, dove per casa -non a caso con la C maiuscola- non intendo il semplice edificio da abitare, con cui giocare. Quindi si, chiamiamolo pure lusso.

Francesca Savio

Cosa importare dalla Spagna?

6 nov

Durante il mio soggiorno spagnolo tra Santander e Burgos mi sono fatta un’idea di cosa riportare dalla penisola iberica e ora non ho dubbi. In Italia vorrei la catena di negozi Mikado, perché le borse che vende sono belle e super economiche! Al secondo posto metto la piazza nella quale da sempre i cittadini di Burgos si scambiano figurine tutte le domeniche mattine.Poi metto l’abitudine di bere in una decina di bar diversi prima di pranzo ( ma quella forse è un’abitudine solo della mia amica Cris!) e, soprattutto, la colazione!

Ho scoperto di adorare il tost al pomodoro con caffè e spremuta, ma anche che nella città di Santander quasi tutti fanno colazione con un caffè e una fetta tostata con l’olio. Disgustati? Sicuramente può sembrare strano, ma pare che quest’abitudine sia anche il segreto di bellezza dei lucentissimi capelli delle donne marocchine. Sarà forse un’abitudine tutta mediterranea da riscoprire?…forse…

Elsa Baccile

AUDREY HEPBURN, PLEASE RETURN TO ROME & CO

6 nov

Per la prima volta la Capitale celebra Audrey Hepburn con un bellissimo omaggio. Ospitata al Museo dell’Ara Pacis e disponibile fino al 4 dicembre, la mostra illustra con immagini inedite, video amatoriali e oggetti personali, dallo stile iconico e meravigliosamente chic,  le tre vite vissute dall’attrice: diva del cinema, a seguito del clamoroso successo di  Colazione da Tiffany e Vacanze Romane,  mamma e ambasciatrice dell’UNICEF.

150 scatti provenienti dagli archivi di Reporters e Associati, Photomasi, Istituto Luce e Kobal Collection, colgono l’attrice a passeggio nelle strade di Roma, con la famiglia, i figli e i suoi cani, in partenza o in arrivo all’earoporto, alle prime dei suoi film o nei suoi backstage.

Fisico filiforme, un’eleganza rara e molto diversa dalle bellone tutte curve di quegli anni, ne fanno il simbolo di un’eleganza senza tempo e di una vera icona della moda.

Otto teche con creazioni di Givenchy, Valentino e tanti altri, indossate da audrey nella vita di tutti i giorni: dall’abito rosa utilizzato per il suo secondo matrimonio, al tubino nero con maxi fiocco in vita, alle decoltè di René Mancini, ai numerosi cappottini a vita alta e strettissima.

I must have del suo guardaroba:

LA BORSA CESTINO, in viaggio come in ristorante, da portare con la pelliccia dell’inverno o con il tailleur estivo, è rimasta una costante nel guardaroba della diva, tanto da essere imitato dalle più grandi case di moda del mondo. Audrey negli anni, collezionò vari tipi di cestini, da quello fatto su misura dall’amico Hubert de Givenchy, a quello fatto a mano in Africa dai bambini, in uno dei suoi tanti viaggi per l’UNICEF.

OCCHIALI AUDREY STYLE, sempre molto grandi e scuri, che dopo il film Colazione da Tiffany, divennero immancabili. Pare che l’attrice abbia confidato all’amica Doris Brynner, di avere gli occhi veramente piccoli e che il suo leggendario sguardo fosse solo una magia del trucco, realizzato apposta per la cinepresa.

MOCASSINI AL FEMMINILE, immancabili nel suo guardaroba, insieme alle decine di paia di ballerine colorate; quelli di Gucci che usava per la guida e gli intramontabili loafers firmati Salvatore Ferragamo. Messi ai piedi per affermare la forza quasi androgina del suo carattere, divennero poi un messaggio di indiscutibile femminilità.

IL TUBINO NERO CORTO, consacrato nel film Colazione da Tiffany e disegnato da Givenchy, divenne nuovo simbolo di lusso e lifestyle internazionale, soprattutto se indossato con le perle. Nè troppo severo, nè troppo osè, era corto e poco decorato, proprio per dare risalto a collo e braccia. La silhouette risultava morbida e con l’aggiunta dei guanti bianchi era ancora più sofisticato.

IL FOULARD, per un’eleganza dalla testa ai piedi. Nel caso di Audrey, il sentirsi a posto cominciava proprio da quest’accessorio.  Per impegni contrattuali (visto che lo studio impediva alle star di rovinarsi i capelli con troppa esposione al sole) e per motivi di privacy, l’attrice usciva raramente con la testa scoperta. Nel suo guardaroba ci sono tanti foulard quante ballerine: dal ricordo dell’India al classico Hermès di seta, a righe, a quadri, a disegno cachemire, la collezione si estende fin quasi a diventare uno dei suoi pochissimi vizi.

IL LOOK CASUAL, visto che negli anni ’70, Audrey è mamma e moglie a tempo pieno e vive un’eleganza meno legata ai ruoli per i quali è famosa, modificando il suo guardaroba all’insegna della praticità di chi sa scegliere senza pensarci troppo. Che sia un tocco etnico o un pò hippy, un carigan oversize o un pantalone di flanella, il tocco di stile ormai è quello di una donna cresciuta comodamente dentro una grande diva.

Quando si arriva alle ultime foto, vedere quell’icona intramontabile  e sempre impeccabilmente perfetta con qualche anno in più, un certo effetto lo fa. Eppure, anche nel suo viso un pò invecchiato, non sembra comunque perdere il fascino che l’ha sempre contraddistinta, quello di una vera donna di classe, con una bellezza e un gusto senza tempo.

Museo dell’Ara Pacis, Roma, (Lungotevere in Augusta) dal 26 ottobre al 4 dicembre 2011.

Silvia Triolo

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