Archivio | luglio, 2011

Buying di ferro

29 lug

E’ certamente nato un amore durante la creazione del cartellone dedicato al buying: quello tra l’ Ing. Narduzzi e il fil di ferro.

Con una cura e una dedizione degna del miglior fabbro della mitologia nordica e sfidando il tetano, l’Ing. aiutata dalle sue assistenti Chiara e Silvia ha prodotto parole di metallo, tutto sotto lo sguardo sbigottito del Santrolli, noto anche come il selvaggio di Vigevano.

Speriamo che questa passione prosegua e che ci dia grosse soddisfazioni, grosse come quelle che il Presidente Clinton provava nello studio ovale.

Giulio

SELLING!!!!!!!!!

29 lug

Siamo sul pezzoooooo!!!

Eccoci con l’ultimo anello della value chain!

Stavolta il Brasile non ha avuto la meglio!

By le Sellers.

THE CM 600′S SHOW

29 lug

Sono passati 60 anni e Maserati ritorna nel campo delle due ruote con: CM 600. In data 6 febbraio 2013 presso la Temporary location allestita in Piazza Duomo a Milano avverrà la presentazione per la stampa. CM 600 potrà essere ammirata all’interno di un cubo di vetro.   Contemporaneamente nella home page del sito ufficiale Maserati verrà creata una sezione specifica. Seguiranno i 6 Maserati Golf Club Events ( Como, Parigi, Dubai, Shenzhen, New York e Los Angeles) dove inviteremo i nostri affezzionati clienti alla presentazione della CM 600. La moto sarà disponibile al pubblico a partire dal 15 Aprile 2013. 

 

Erica, Francesca B., Silvia P., Giuseppe.

 

 

Tutta questione di stile…

29 lug

“6” è il concept che abbiamo deciso di seguire per l’ideazione e la progettazione della nuova moto firmata Maserati (CM 600). Dopo 60 anni dall’ultima produzione di moto abbiamo creato un modello esclusivo che trasmetta lo stile Maserati:  lusso, stile e sportività questa volta su due ruote.  600 pezzi, rigorosamente numerati, con design Pininfarina e materiali esclusivamente Made in Italy.

Un modello dove tradizione motociclistica e moderna tecnologia si mescolano dando vita ad esemplari unici nel loro genere. Tutto questo grazie all’estro creativo del gruppo stile!

Costruita l’idea, non ci resta che passare il testimone ai nostri vicini dello “show “ e al “buying” per la realizzazione del progetto.

Alessandra, Elena, Federica, Maura.



LOGISTICS…..NOOOOOOOO!!!!

28 lug

 

La prima domanda che abbiamo fatto a noi stesse è stata: ma perchè proprio a noi la logistica?? siamo così antipatiche e cattive da meritare una punizione simile??…e invece: abbiamo scoperto che potevamo influenzare la politica e i tempi della comunicazione e della distribuzione, che trovare soluzioni sensate ai problemi di trasporto e stoccaggio dà grandi soddisfazioni, che le nostre scelte impattavano in modo determinante sul prezzo finale del prodotto, ma che, nonostante tutto, quando abbiamo scartato ingegneria dalle facoltà da prendere in considerazione, abbiamo fatto davvero una scelta tremendamente intelligente!

Elsa Baccile,

con la gentile collaborazione di Gaia, Ileana, Federica S.!!!!!!Grazie!!

Hello dalla grande mela

22 lug

Ciao a tutti luxury addicted

Come state? Mi dicono che tutto procede bene e che ormai i concetti relativi alla Value Chain vi scorrono nel sangue. Sono curiosa di vedere i risultati del lab!!
Qui tutto bene, ci sono molte cose che stanno succedendo nel mondo del Lusso e non solo. Per esempio Houston in Texas è un posto dove stanno aprendo molti brand del Lusso. Saranno stivali e cappelli di coccodrillo?
Ny è sempre frenetica ed in continuo movimento 24/24. Ci sono dei progetti interessanti sui quali sto lavorando.
Vi aggiornerò a settembre…
In the meantime wish you a wonderful we! Fatemi sapere come state..
Astrid

LUXUROLOGY: Luxury….under the sea!

21 lug

I prerequisiti di un resort a 5 stelle?

  • Un complesso che sprizza lusso da ogni poro;
  • Un servizio impeccabile;
  • Una location esclusiva ma non troppo distante dalle vie dello shopping;…

Insomma: un hotel meravigliosamente fornito di tutti i confort necessari per rendere un soggiorno rilassante e soddisfacente in ogni suo aspetto.

Ma se a ciò si aggiungesse anche la tanto inflazionata “polysensorial experience”?

Ecco il risultato: il Mardan Palace Hotel di Antalya, in Turchia, ha pensato bene di sfruttare le meraviglie faunistiche che ci regala il Mar Mediterraneo, offrendo agli ospiti l’esperienza irripetibile di poter nuotare insieme “agli squali”!

The outdoor pool view

Il five-star resort  che già vanta la più grande piscina all’aperto del mondo ha reso possibile ciò grazie alla realizzazione di una piattaforma in acrilico trasparente che permette ai nuotatori di camminare in acqua e al contempo di  affacciarsi al mondo subacqueo.

E per i più impavidi, si apre l’opportunità di far asportare la piattaforma, ritrovandosi faccia a faccia con i grandi predatori e con tutte le altre specie tropicali del mondo marino, pur sempre nuotando in un ambiente sicuro e controllato.

Ma se questa vasca da 1.5 milioni di litri di acqua salata non dovesse bastare a stupire, allora si potrebbe decidere di deliziare i palati nello stupendo ristorante dell’hotel, che – casualmente – è stato allocato proprio all’interno della piscina.

The resort restaurant

Attraverso le suggestive vetrate che separano la vasca dalla sala, si ammirano le migliaia di pesci tropicali provenienti da Mar Rosso, Caraibi ed Oceano Pacifico, che osservano curiosi gli ospiti mentre degustano un antipasto o un primo.

Un progetto  che è stato frutto del lavoro e della creatività dei tecnici esperti di International Concept Management, azienda leader nel design e nella realizzazione di acquari di lusso e tecnologicamente innovativi.

I principali clienti?  Zoo, acquari, hotel, shopping center e ristoranti di oltre 20 paesi al mondo.

Un business proficuo questo delle installazioni acquatiche di alta gamma che per la loro unicità attraggono ogni giorno consumer che hanno voglia di un brivido in più.

Gaia.

SE ANCHE LE SCARPE HANNO LA LORO HAUTE COUTURE…

21 lug

…quella delle scarpe da uomo si chiama Berluti. Gli uomini più eleganti del mondo arrivano da ogni dove al numero 26 di rue Marbeuf, a Parigi, per ordinare un paio di scarpe da Olga Berluti, quarta generazione di biotter e donna più influente al mondo in fatto di scarpe da uomo.

Una sacerdotessa della calzatura capace di rinnovarsi e di interpretare il mercato, prendendo decisioni importanti e decisive come quella di vendere ad Arnoult: “Ho venduto a Monsieur Arnoult perchè era mio cliente da quindici anni. Conoscevo i suoi piedi e quindi conoscevo bene lui…ha sempre rispettato il mio spirito di biotter, ma allo stesso tempo le risorse di LVMH mi hanno permesso di affiancare a quello di Parigi negozi a Londra, Milano, Tokyo, Hong Kong. E di arrivare più vicina ai miei clienti.”

La voglia di cambiare e andare incontro al cliente hanno portato Madame Olga ad inaugurare, nel 2005, la sua produzione di accessori, tra cui la celebre borsa “E’ mio”, chiamata così dall’esclamazione dell’artigiano italiano che l’aveva realizzata e pronunciata davanti all’opera finita. 

L’esclusività di Berluti è dimostrata dalle mitiche e misteriose riunioni del Club Swann, dove Olga, l’unica donna presente, accoglie i suoi clienti più importanti ad una cena elegante che si conclude in un salotto dove tutti i partecipanti si dedicano a lucidare e spazzolare le loro scarpe Berluti, per le quali sono disposti ad aspettare anche due anni.  

Per la linea pret à porter è invece stato chiamato alla direzione creativa un italiano, Alessandro Sartori, “rubato” a Zegna. Il suo arrivo segnerà  un ritorno alle antiche origini italiane del marchio.

Per provare il servizio aristocratico e conoscere la storia del marchio in tutto il suo fascino, non vi resta che recarvi alla boutique di Milano in via Verri. Mi racconterete…

Elsa Baccile

www.berluti.com;

Una blogger intervista IL blogger

21 lug

Simone Sbarbati non è un blogger: è IL blogger! Il suo blog Frizzifrizzi si contraddistingue pienamente nel panorama dell’informazione on line per la capacità di portare in primo piano, in maniera irriverente e intelligente, tutte le ultime news del mondo della moda, dell’arte e del design. Dalla chiaccherata con Simone emerge l’immagine di un blog che non si accontenta di fare (o farsi fare…) quattro foto per aver successo!

 

 

Da cosa è nata l’idea di Frizzifrizzi?

Il blog è nato nel 2007: precedentemente io e la mia compagna ci occupavamo del primo magazine italiano in pdf (Freshcut Magazine) dedicato ai giovani artisti e diventato poi un blog. Da una costola di Freshcut è nato Frizzifrizzi che ha iniziato a occuparsi di moda grazie all’incontro con la sua co-fondatrice Francesca: è partita da lei l’idea di parlare di moda, ottenendo sin da subito un ottimo riscontro.

Da dove “tirate fuori” le notizie?

Il 50% dei nostri post arriva da segnalazioni di uffici stampa, case di moda, showroom, ecc. A volte sono le lettrici stesse che, quando trovano qualcosa di interessante, ce lo indicano all’istante. L’altro 50% dell’attività dipende sia da chi fa ricerche sul campo sia dalla rete di collaboratori, sparsi nelle varie città d’Italia e presenti in prima persona agli eventi, nei negozi, ecc. Inoltre le nostre ricerche avvengono spesso sul web andando a spulciare i blog internazionali che ci interessano di più.

Ormai la rete è stracolpa di blog: come fare per emergere e ad esser sempre più seguito?

Noi mettiamo sempre farina del nostro sacco, non ripubblichiamo come fa la maggior parte degli altri blog e non postiamo semplicemente il comunicato stampa aggiungendo solo qualche immagine o link, ma cerchiamo di raccontare a modo nostro quello che vediamo. C’è un recente articolo  di un piccolo marchio newyorkese che fa soltanto costumi da bagno da uomo che costano un casino perché sono di altissima qualità. Da una mia ricerca, ho scoperto che il logo di questo marchio arriva da una poesia di Jack Kerouac, e nemmeno i blog internazionali se ne sono accorti! Sono queste curiosità che pian piano i lettori notano e che gli altri blog non offrono perché non hanno la pazienza né di far ricerca né di mettersi a scrivere.

 

 

Del tuo blog mi sono innamorata della sezione riguardante il made in Italy

Sin dall’inizio abbiamo creato questa parte per raggruppare tutti gli articoli dedicati al made in Italy e siamo uno dei pochi blog che ci crede veramente molto. Non trattiamo i grandi marchi: non ce ne è bisogno, lo fanno già gli altri! Preferiamo puntare sui nuovi talenti che stanno andando ad arricchire il crescente panorama di ottimi piccoli brand italiani.

In un futuro non troppo lontano, verremo “mangiati” dalla concorrenza cinese?

Ora in Italia c’è una scena molto frammentata che, a differenza dei grandi stilisti degli anni Ottanta o dei Dolce&Gabbana degli anni Novanta, non si raccoglie intorno a qualche manifesto, ma prosegue fondamentalmente in maniera individuale ricercando comunque un’altissima qualità nei tessuti, nella lavorazione, ecc. Quindi finché si continuerà ad avere questi eccellenti lavori, non dovremo preoccuparci della concorrenza cinese.

Per Simone cos’è il lusso?

Il lusso non è per forza di cose un servizio o un prodotto costoso, ma rappresenta il potersi concedere un qualcosa che tu prima degli altri non riesci solitamente a permetterti. Per me il lusso è il tempo libero!

E il fast fashion?

Credo che tutti noi abbiamo nell’armadio almeno una cosa di H&M e Zara! Bisogna semplicemente contestualizzare questa categoria di prodotti, ossia è ovvio che non si può sostituire un capo pregiato con H&M, che però ci permette di avere l’armadio pieno e di accostare scarpe da 500€ con un abito fast fashion.

Ragazzi a questo punto non ci resta altro che copiare, copiare e copiare dal guru del fashion web. Grazie Simone!

 Chiara Signoretto

The TRASH CAN: Stuart, vorrei un oggettino sobrio!

20 lug

Di certo è stato richiesto all’ uomo giusto, e dopo tre anni nasce ‘History Supreme’, il nuovo yacht più costoso al mondo. 3,4 miliardi di euro per un gioiellino che passa inosservato..Certo. Saranno i centomila chili di oro – massiccio, s’intende!- e platino? Per non parlare degli altri materiali, cosucce come pietra meteorica e ossa dinosauro. Il proprietario è un business man malese, senz’altro un uomo dai gusti raffinati.

Stuart Hughes, designer inglese decisamente ferrato in materia di lusso-come-ostentazione e con un debole per i T-Rex -pare ovvio a questo punto dal momento che le fatidiche ossa erano già state usate per il guscio di iPhone e iPad- anche questa volta è riuscito a stupirci.

Che questa ‘barchetta’ trasudi lusso e benessere è indiscusso..rimane solo da chiederci, ma non sarà un po trash?!

Francesca Savio

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