Benvenuti nel Blog del 2°Master Luxury & Fashion Management della Business School de Il Sole 24 Ore.
Questo Blog è gestito direttamente dagli studenti che, divisi in gruppi e con l’aiuto degli esperti di Newton Management Innovation, condividono le esperienze, le testimonianze e le visite aziendali che ogni giorno vivono al Master, oltre agli eventi e le opportunità che la città di Milano offre per conoscere il mondo del lusso e della moda.
Il blog accompagna i partecipanti lungo tutto il periodo d’aula da maggio a dicembre ed è suddiviso in sezioni tematiche con lo scopo di approfondire gli aspetti più salienti della realtà del fashion e del lusso.
Il Coordinamento Master – Business School de Il Sole 24 Ore
Sono stati sei mesi intensi e per certi versi interminabili. Ma meravigliosi e irripetibili.
Sei mesi di duro lavoro, project works, nozioni mixate a lezioni dinamiche, testimonianze, presentazioni, visite aziendali, lavori di gruppo…
Ma anche e soprattutto sei mesi di fatica, passione, emozioni, avventure, amicizie, impegno e sacrifici.
È così che ieri ci siamo lasciati, ognuno di noi pronto a intraprendere un nuovo percorso; ognuno di noi arricchito da un’esperienza coinvolgente e gratificante, certamente unica e impossibile da dimenticare, e da custodire sapientemente nel proprio bagaglio.
Il videoclip dell’ultimo singolo di Noel Gallagher, Everybody’s on the run, suona come un’esplicita dichiarazione d’amore per il brand “Made in Italy”, o come ama definirsi “Made in Venice”, Golden Goose. D’altronde, già in passato il cantante non aveva nascosto la sua passione per le scarpe italiane e in particolare le sneakers di questo marchio. E così sono loro adiventare protagoniste dell’ultimo cortometraggio, trasformandosi in un autentico oggetto del desiderio intorno cui ruota l’intera storia. Nel video, infatti, un corriere recapita un pacco a un ragazzo californiano, che impazientemente scarta sul marciapiede l’involucro per stringere fra le proprie mani le agognate sneakers di Golden Goose, ma, distratto da questo attimo di intenso piacere (come non capirlo), non si accorge del passaggio di uno skater che gli sottrae al volo le scarpe. Comincia così a rincorrerlo, armato solo di boxer maculati e running sempre Golden Goose, che gli consentono di muoversi agilmente tra gli ostacoli metropolitani. Contemporaneamente anche un’altra ragazza comincia a correre, vestita anch’essa solo di intimo maculato e Golden Goose: è Mischa Barton, che scesa da un taxi al cui volante siede Noel, avendo incautamente chiuso un lembo dell’abito nella portiera, si vede strappare via il vestito e comincia a rincorrere la vettura. Come è facile immaginare, i due eroi cittadini non potranno che scontrarsi all’angolo di un marciapiede, consumando poi fra le lenzuola la comune passione per il brand veneziano, dopo aver però recuperato il paio di scarpe sottratto.
Per il marchio, che non ha mai fatto pubblicità above the line, non poteva esserci una promozione migliore. Inoltre, nel video sono presenti tutti gli elementi che da sempre hanno contraddistinto il brand: l’amore per l’America (in particolare la California, dove è girato), lo skate, l’allure metropolitana e vintage, lo stile decontracté ma ricercato, cool in ogni momento della giornata, che ha fatto innamorare i suoi fan sparsi in tutto il mondo.
Agyness Deyn
Jude Law
Per chi non la conoscesse, Golden Goose Deluxe Brand è un’avventura nata nel 2000 da Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, veneziani, legati anche sentimentalmente, del tutto outsider nel mondo della moda. Alessandro ha alle spalle studi di architettura, entrambi condividono una grande passione per l’arte, che li ha spinti a diventare sponsor della Biennale di Venezia. La leggenda narra che abbiano deciso di creare vestiti al ritorno da un viaggio a Parigi, dove si erano tuffati nei mercatini vintage che disseminano le rues della Ville Lumière. Da lì la decisione di creare qualcosa innanzitutto per loro stessi, che uscisse dal coro delle solite proposte dei brand di moda, sempre più omologate fra di loro. Questo ha permesso loro di autoprodursi fin dall’inizio, partendo con pochi pezzi e dando loro tempo di imparare le regole del mestiere. La chiave del successo è stata una distribuzione selettiva ed esclusiva, ottenuta girando per le migliori boutique d’Italia a promuovere il proprio campionario: sono così diventati celebri nelle ricche realtà di provincia, dove gli store multibrand dettano le tendenze, ancora prima che nei grandi centri cittadini. Poi lo sbarco al di fuori dei confini nazionali: l’Eclaireur a Parigi, Browns a Londra, Aloha Rag a New York, per citarne alcuni. La loro migliore pubblicità è stata la presenza in questi store, il prodotto poi praticamente si è venduto e si vende da solo.
Non c’è frase più azzeccata per descrivere l’immagine di Golden Goose del celebre aforisma di Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”. Capi iconici, da conservare nel guardaroba stagione dopo stagione. Facilmente abbinabili con tutto, capaci di rendere esclusivo e ricercato ogni outfit. Nel tempo, i primi prodotti che ricordo sono le camicie, sia per l’uomo che per la donna, realizzate con ottimi tessuti e una cura del dettaglio maniacale, e il Golden Boot, un texano rivisitato dall’estro dei designer, simulando un processo di invecchiamento naturale. Circa cinque anni fa la grande intuizione di ridisegnare le Converse, dotate di zip sul lato, una stella di pelle applicata sul fianco esterno e abilmente sporcate per dare loro quell’effetto second hand: nascono così le Francy, che riscuotono immediatamente un successo straordinario, tanto da essere copiate quasi da subito da molti altri brand. Si tratta di una sneaker apparentemente semplice, ma che difficilmente non si fa notare e che si posiziona per prezzo tra le sneakers di lusso: è diventata quasi una tessera di appartenenza a un club, perché essendo un marchio ancora oggi di nicchia e poco conosciuto, non è difficile entrare in contatto con altre persone che le indossino, per il comune senso di appartenenza a una certa ricercatezza stilistica. A fianco delle scarpe, anche le borse hanno riscosso un buon successo, in particolare l’equipage bag, un continuativo riproposto da tempo.
me and my wife’s collection
Equipage bag color Eucalipto
L’intenzione di Golden Goose è però quella di proporre un total look: spazio quindi nell’armadio anche per il chiodo di pelle usurato, giacche sartoriali, pantaloni della tuta, chinos e una collezione di capi basici raccolti sotto la linea SETTeCINQUANTA.
Frequenti inoltre le collaborazioni con altri brand in linea con il marchio, tra cui ricordo K. Jacques Saint Tropez, Fiorentini+Baker, Loro Piana, i cui tessuti sono stati utilizzati per realizzare alcune giacche.
A questo punto, data la proposta di lifestyle offerta da Golden Goose e la comprovata dipendenza che esercita il brand sui suoi estimatori, lancio una suggestione: a quando un profumo firmato GGDB, magari con note di cuoio?
Giunti a fine master, nonostante le tante testimonianze e le realtà incontrate negli ultimi mesi, Fausto Puglisi è un personaggio che sicuramente ha lasciato un segno nelle nostre menti.
Siciliano per nascita è espatriato appena maggiorenne negli Stati Uniti. Le sue creazioni “one of a kind” lo hanno subito reso noto negli Usa essendo indossate da star come: Jennifer Lopez, Britney Spears, Madonna, Nicki Minaj, Beyoncè Knowles, Katy Perry e tante altre. E la sua successiva “scoperta” in Italia la si deve a Dolce & Gabbana, che per primi gli hanno fatto esporre le sue creazioni a Spiga2. Suo inoltre l’abito “farfallina” indossato da Belen lo scorso festival di Sanremo.
Oggi, possiede una griffe eponima ed in marzo 2013 vedremo la sua prima sfilata a Parigi, grazie anche ad Aeffe, per la storica maison parigina Ungaro.
Un personaggio con questo tipo di profilo non poteva certamente deludere le nostre aspettative, ma ha fatto anche di meglio.
Si è presentato subito come una persona piena di energie, che non stacca dal lavoro prima delle 3 di notte, perché ama la moda più di qualunque altra cosa, e di un amore intenso, intimo. Ma la cosa che probabilmente più ci ha stupito è il suo sapere perfettamente di essere in controtendenza. Fausto Puglisi produce esclusivamente abiti per la donna sexy e sicura di sé. Non gli interessa concentrarsi nella ricerca di accessori.
Lui stesso ci ha detto: “Voglio fare lo spacciatore della bellezza” perché non vuole creare un brand mondiale, perlomeno non subito, ma rispondere all’ esigenza di distinguersi della donna femminile contemporanea. In tal senso confessa di avere grandi maestri di sexyness come: Gianni Versace, Yves Saint Laurent, Tom Ford ed Halston.
Esuberante eppure estremamente concreto ha una visione del lusso fatto di abiti iper sartoriali; e tutto è fondamentale che sia realizzato rigorosamente ed esclusivamente in Italia.
Che dire, Fausto Puglisi sicuramente farà onore al Made in Italy!
Il nuovo anno si avvicina e se il mondo dovesse effettivamente continuare – quindi profezie Maya a parte – farà come al solito capolino nella lista dei buoni propositi quello dedicato alla palestra/dimagrimento. Insomma un incubo dopo le abbuffate da record delle festività natalizie.
Ad alleviarci il pensiero ci ha pensato un’azienda di attrezzature fitness cinese (Johnson Fitness) che ha inventato Passport. Un tapis roulant di lusso che, grazie a un dvd in dotazione, permette al corridore di immergersi in un’esperienza virtuale. Si può cominciare percorrendo le strade di S. Francisco e un secondo dopo trovarsi catapultati tra i paesaggi dello Utah o sul lungomare californiano.
Insomma, non ci sono più scuse per non trovare durante il 2013 una silhouette invidiabile ‘viaggiando’.
Da scrivere assolutamente sulla letterina per Babbo Natale!
Chi mi conosce sa che ho un rapporto complicato con i miei capelli, o meglio, non ho un rapporto – cosa che tutti mi rimproverano. Sta di fatto che proprio perché li lascio sempre molto ‘selvaggi’, quando ci faccio qualcosa si nota – soprattutto lo noto io perché mi sembra di avere sembianze più umane. Per questo motivo, se sto vivendo un periodo in cui è da un po’ che litigo con lo specchio e non ho il conto in banca in rosso, cerco di risollevarmi il morale concedendomi il lusso di andare da un parrucchiere particolarmente bravo.
Così è stato quando sono andata da di luca; parrucchiere milanese che conoscevo di vista dai tempi dell’università. Qualche mese fa mi sono finalmente decisa ad andarci perché, visionando il sito, sposava in toto la mia filosofia del capello: no ai tagli alla moda, sì allo studio fisiognomico e tricologico. Risultato? Nonostante non abbia mai pagato così tanto per una maschera, un taglio e una piega (circa €110) ne è decisamente valsa la pena.
di luca image
Mai mi sono mai state dedicate così tante cure ed attenzioni in un hair salon. Entri in una sorta di dimensione irreale, diventi parte di un rituale in cui le tue esigenze vengono davvero ascoltate – cosa da non sottovalutare (quante volte l’hair stylist di turno fa di testa propria, ignorando completamente le parole che gli sono state appena dette?)! L’esperienza, in questo contesto, conta davvero.
Le acconciatrici, gentilissime, non sono avide del loro sapere, lo dispensano per poter aiutare i clienti a replicare al meglio a casa il risultato che si raggiunge a fine percorso, nel salone. Seguendo i piccoli accorgimenti consigliati si prolungano nel tempo i benefici estetici desiderati.
Ciò che più mi ha colpita è stata l’internazionalità di questo brand. È l’unico marchio italiano ad essere stato scelto dal department store giapponese di alta gamma Sun Motoyama per la sua linea di prodotti per i capelli. Vorrà pur dire qualcosa, no?
Una delle cose che più mi affascina dei prodotti di alta gamma è la storia che queste aziende hanno alle spalle, costruita da frammenti di vita vissuta realmente che talvolta si raccontano da sé, senza bisogno di appoggiarsi alla creatività di scienziati della comunicazione!
In questo senso anche un semplice profumo riesce a trasmetterci delle sensazioni indipendenti dall’aroma che emana. È il caso di Eight&Bob, una fragranza maschile che ho avuto modo di conoscere surfando nella rete alla disperata ricerca di un’idea originale per un regalo. Con Eight&Bob il semplice profumo passa in secondo piano, per lasciare spazio alla storia della sua nascita che ne aumenta il valore e che a questo proposito voglio condividere con voi.
Questa fragranza deve la sua fortuna al fiuto di un giovane aristocratico parigino degli anni ’30, Albert Fouquet che, con l’aiuto del suo maggiordomo Philippe, personaggio per nulla secondario nello sviluppo della vicenda, si divertiva ad inventare varie essenze.
Albert amava indossare le sue creazioni durante gli eventi cui era invitato. In una di queste cerimonie si trovò a conversare nientemeno che con J.F.Kennedy, cui lo stesso Albert decise di donargli un campione della fragranza che aveva così colpito il presidente americano.
Per Albert lo stupore fu ancora più grande quando, qualche tempo dopo, ricevette una lettera dall’America contenente questa richiesta: che venissero inviati a Kennedy “otto campioni e, se la produzione lo consente, un altro per Bob“. È apostrofando la domanda di JFK che Albert pensò di etichettare la fragranza “Eight&Bob”. Come tutte le belle storie anche questa ha il suo risvolto tragico: Albert morì in un incidente stradale ed è qui che entra in gioco Philippe, l’unico depositario della misteriosa ricetta. Da maggiordomo a imprenditore, Philippe decise di seguire il commercio di “Eight&Bob”, soprattutto quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, per evitare il boicottaggio dei nazisti, si vide costretto a nascondere le boccette dentro a libri appositamente intagliati.
Solo dopo decenni la formula di questa fragranza è stata recuperata e il profumo rimesso in vendita: il packaging dalla forma di libro rievoca questa storia avvincente…
Foto: courtesy of Google Images
Foto: courtesy of Google Images
Ora non resta altro che andare in profumeria testare questa nuova fragranza!
Alessandra Ambrosio è la protagonista del sesto numero del prestigioso magazine “Made in Brazil”, che è generalmente dedicato esclusivamente alle bellezze maschili brasiliane.
Alessandra Ambrosio, fotografata da Stewart Shining in compagnia di Caio César, Pedro Aboud, Bruce Machado e Diego Fragoso, è la prima top model a comparire sulla rivista.
Le immagini sono sexy e raffinate e ritraggono le bellezze mozzafiato in atteggiamenti complici sulle candide spiagge brasiliane.
La top model, che da pochi mesi è diventata mamma per la seconda volta, è seducente e in forma più che mai.
In concomitanza con le festività natalizie, Made in Brazil Magazine ha davvero fatto un bel regalo a tutti i lettori: ecco il video del sexy servizio!